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Il commercio equo e solidale: una sfida ecologica e sociale

Il commercio equo e solidale non riguarda più soltanto l’alimentazione. Anche la moda e l’industria tessile si ispirano a questo approccio per offrire prodotti che uniscano qualità e responsabilità sociale. I prodotti tessili sono così sempre più associati a marchi di commercio equo e solidale.

Che cos'è il commercio equo e solidale?

Le questioni sociali e ambientali sono centrali nel commercio equo e solidale.

Da un lato, l’obiettivo è creare un rapporto commerciale duraturo basato sulla trasparenza e sul rispetto tra l’acquirente e il produttore. Questo approccio favorisce una filiera corta e un compenso equo ai lavoratori al fine di migliorare le loro condizioni di vita.

Dall’altro, il commercio equo e solidale tiene conto delle questioni ambientali. Dice addio alla produzione intensiva e favorisce le tecniche che preservano la biodiversità.

In altre parole, il commercio equo e solidale si basa su valori umani e adotta metodi produttivi rispettosi dell’ambiente.

Per i lavoratori

Le condizioni difficili affrontate da molti lavoratori tessili meritano attenzione: orari eccessivi, salari inferiori al necessario per vivere ed esposizione a sostanze chimiche possono causare un disagio duraturo.

Anche lo sfruttamento del lavoro minorile è una seria preoccupazione in questo settore.

È sbagliato pensare che lo sfruttamento nelle fabbriche tessili riguardi soltanto i Paesi più poveri. Queste pratiche sono state segnalate anche in Paesi come il Canada e l’Inghilterra.

Come acquistare in modo più responsabile senza contribuire allo sfruttamento del lavoro? I marchi e le iniziative del commercio equo e solidale possono orientare queste scelte.

Per il pianeta

L’industria tessile ha un impatto ambientale rilevante, con emissioni stimate in oltre 1,7 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno. Consuma anche grandi quantità d’acqua, una risorsa naturale preziosa e sempre più scarsa. Ad esempio, coltivare il cotone utilizzato per un paio di jeans e far arrivare il prodotto nei negozi francesi richiederebbe circa 11.000 litri d’acqua.

Inoltre, non va trascurato il degrado dell'acqua causato dall'uso eccessivo di sostanze chimiche. A ciò si aggiunge l'inquinamento causato dall'indumento stesso, che rilascia microparticelle di plastica nell'acqua di scarico ogni volta che viene lavato.

Infine, considerando che un capo di abbigliamento può percorrere fino a 65.000 km durante il processo di produzione, possiamo solo immaginare l'impatto ecologico del suo trasporto.

Nell'ambito di un approccio ecologico, il commercio equo e solidale mira a ridurre al minimo queste ripercussioni negative.

Etichette del commercio equo e solidale

  • Global Organic Textile Standard : promuove l’impiego di tessuti che rispettano criteri ambientali, considerando anche le condizioni di lavoro dei produttori e lavoratori.
  • Fair Wear Foundation : si concentra sul miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori nelle fabbriche tessili dei Paesi in via di sviluppo.
  • Max Havelaar / Fairtrade : si concentra sul miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei produttori. Inoltre, sottolinea il non utilizzo di prodotti tossici.
  • Ethical Trading Initiative : riunisce imprese, sindacati e organizzazioni non governative per promuovere i diritti dei lavoratori e condizioni di lavoro conformi alla legge.
  • World Fair Trade Organization : contrasta le ingiustizie del commercio convenzionale e sostiene i piccoli produttori nel miglioramento delle loro condizioni di vita.

     

SubliSport: sinonimo di qualità, etica e prossimità

Da SubliSport, il nostro impegno per il commercio equo e solidale si riflette nel nostro approccio produttivo in Portogallo e Bulgaria. Ci impegniamo a:

  • Garantire condizioni di lavoro etiche: Le nostre fabbriche in Portogallo e Bulgaria sono state selezionate per il loro rigoroso rispetto degli standard etici, garantendo condizioni di lavoro eque e sicure per tutti i dipendenti.
  • Promuovere una filiera corta: Scegliendo di produrre in Europa, favoriamo una filiera corta che non solo riduce la nostra impronta di carbonio, ma favorisce anche una maggiore reattività e flessibilità nella produzione.
  • Sostenere l’economia locale: Collaborando con fabbriche locali, contribuiamo allo sviluppo economico di queste regioni e sosteniamo l’occupazione e le competenze locali.

La visione di SubliSport va oltre la produzione di abbigliamento sportivo. Vogliamo costruire rapporti solidi con i partner, basati sulla fiducia e sul rispetto reciproco, offrendo prodotti di qualità, durevoli e realizzati responsabilmente. Scegliere SubliSport significa scegliere un marchio che mette etica, qualità e responsabilità ambientale al centro della propria identità.

Informazioni sull’autrice

Julie Kerry

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